Ma funziona??
Il solfato di deindroepiandrosterone o Dhea è una sostanza prodotta
naturalmente dall'organismo umano (25mg al giorno nei giovani).
È un ormone steroideo chimicamente imparentato con testosterone
ed estrogeni; e a partire da fine giugno l'ennesimo elisir di giovinezza
sarà disponibile in Francia, come lo è già da anni
negli Usa, senza più alcuna restrizione. Un'azienda, la Cooper,
ha annunciato che importerà dall'India grandi quantità
della materia prima (una polvere ottenuta da una pianta tropicale, lo
yam) necessaria per produrre pillole a base di Dhea.
Il rischio è che da moda si trasformi in un problema di salute
pubblica, sostengono in molti. Circolerebbe un prodotto che non è
controllato né dal punto di vista chimico né medico. Sono
state verificate una sessantina di confezioni scoprendo che in alcune
pillole non c'era l'ombra di Dhea. E anche se ci fosse, chi garantirebbe
la purezza della polvere?
Lo puoi comprare anche su Internet; ma poi non arriva perchè
ne è vietato l'ingresso in Italia
La secrezione di questo ormone diminuisce con l'età ed è
questo a farne un marcatore dell'invecchiamento. A 80 anni ne circola
nel sangue circa il 10 per cento di quello che si aveva a 25. Non tutti
gli individui ne posseggono in quantità uguale. Alcuni ne hanno
più di altri.
Lo studio condotto da Etienne-Emile Beaulieu, il DheAge, su 280 volontari,
uomini e donne dai 60 ai 79 anni, e concluso nell'aprile di quest'anno,
ha verificato se la somministrazione quotidiana dell'ormone (50 mg al
giorno) può dare benessere, migliorare funzioni cognitive, memoria,
libido, difese immunitarie, metabolismo osseo (prevenendo l'osteoporosi),
pelle, forza muscolare e artrosi.
«I criteri usati per questi studi sono però molto soggettivi.
I risultati possono dipendere da come vengono poste le domande prima
e dopo la somministrazione dell'ormone. Inoltre i campioni sono troppo
piccoli per fornire dati rilevanti» avverte Giovanni Faglia, ordinario
di endocrinologia all'università di Milano.
Quali altri effetti collaterali si conoscono? Nel '96 The Medical letter
concludeva che «non sono convincenti le prove che il Dhea abbia
benefici su invecchiamento e malattie e l'ormone va preso sotto stretto
controllo medico». Acne, irsutismo, perdita dei capelli sono solo
alcuni degli effetti androgenici. «Inoltre l'ormone ha la potenziale
tossicità di estrogeni o androgeni: oltre a ingrossamento della
prostata, comporta rischio cardiovascolare, tumore a seno, fegato, endometrio.
E gli effetti a lungo termine non si conoscono ancora». Così
scrive la 4a edizione (1999-2001) del Geriatrics review syllabus.
Le dosi somministrate nel corso della ricerca (DheAge) di Etienne-Emile
Beaulieu sono modeste: quanto basta per ripristinare la quantità
media di una persona giovane. I rischi? Non hanno osservato alcun aumento
dell'indice Psa, che segnala la presenza di un tumore alla prostata,
tumore tipico nell'età avanzata. Basta assumere dosi ragionevoli
e sotto controllo medico.
In conclusione i test non sono ancora sufficienti, i benefici, se ci
sono, sono insignificanti, misurabili a livello strumentale e non visivo.