AGGIORNAMENTI

 
Chi non va in vacanza rischia la vita.
Secondo l'indagine della Società americana di Medicina Psicomatica, chi rinuncia alle ferie lavora con stress psicologici troppo elevati. Prendersi regolarmente le ferie riduce il rischio di morte per infarto del 30%.

Brooks Gump e Karen Matthews - Dipartimento di psicologia dell'università statale di New York
estratto da L'Espresso 23 /03/2000

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica "Nutrition news focus" conferma che la vitamina C facilita l'assorbimento del ferro.Però troppa vitamina C può dare problemi a chi assume molto ferro, infatti un sovradosaggio di ferro favorirebbe l'ossidazione e l'invecchiamento delle cellule.

estratto da Viversani & belli n°10 - 10/03/2000

Il professor Matthew Andrews dell'Università della Carolina del Nord ha isolato i due geni che controllano l'ibernazione, P1 e Pdk-4. Le applicazioni della scoperta potrebbero essere rivoluzionarie.

estratto da Viversani & belli n°9 - 3/03/2000

Uno studio effettuato dall'Università di Pavia, riporta come il radicchio (in particolare la specie"di Treviso") sia un concentrato di sostanze antiossidanti, utili contro l'invecchiamento delle cellule.

estratto da Viversani & belli n°9 - 3/03/2000

Una ricerca dell'Ufficio Statistica e dell'Osservatorio Economico del Comune di Torino, ha dimostrato come, chi svolge un lavoro che lo soddisfa rischia meno di essere colpito da malattie cardiovascolari (infarto, ictus). Chi lavora molto ed è contento dei risultati raggiunti vive anche più a lungo.

estratto da Viversani & belli n°8 - 25/02/2000


Anche in Italia la nuovissima pillola anticalvizie - vedi scheda "caduta dei capelli"


I ricercatori della Durham University negli Stati Uniti, comunicano sulla rivista Nature, di aver trapiantato da un uomo all'avambraccio di una ricercatrice (Amanda Reynolds), le cellule che circondano i bulbi piliferi e non i capelli, come si fa attualmente nei trapianti di capelli per i calvi. L'intervento in cinque settimane ha originato capelli senza rigetto. Resta da verificare se la crescita continua negli anni.

estratto da L'Espresso del 16 dicembre 1999


Un gene che controlla la durata della vita è presente anche nei mammiferi.
Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (I.E.O.)
guidati dal prof. Pier Giuseppe Pelicci, in un esperimento con i topi di laboratorio.
La presenza di un gene che controlli la lunghezza della vita era finora nota solo nei 
moscerini della frutta  e in un verme.
Ancora non si conosce il meccanismo mediante il quale il gene P66SHC, regola la 
durata della vita.
L’invecchiamento sarebbe determinato da stress ossidativo e il P66SHC lo blocca.
Accade però che, eliminando il gene, lo stress ossidativo non aumenta ma si attenua, rallentando  l’invecchiamento.
I topi in laboratorio hanno visto aumentare del 35% la durata della loro vita.
Per il  momento si pensa ad utilizzare la scoperta per eliminare le tipiche malattie invalidanti della  vecchiaia.

Chi dorme non invecchia 
Soffrite d'insonnia? Invecchierete peggio. Lo rivela uno studio condotto dalla biologa americana Eve Van Cauter, dell'Università di Chicago. Una ragazza che dorme quattro ore per notte, infatti, ha le stesse reazioni biologiche di una donna anziana. La mancanza di sonno altera i livelli dell'insulina e degli altri ormoni, e influenza moltissimo il metabolismo.

estratto da Donna Moderna del 12 novembre 1999
Home